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Puoi scegliere di lasciare solo il quartiere o un pin approssimativo sulla mappa. L’indirizzo preciso non è obbligatorio.

Cisterne, ipogei e sistemi storici di raccolta idrica raccontati attraverso mappe, rilievi e segnalazioni dei cittadini.
Ogni cisterna racconta come Ragusa ha imparato a sopravvivere all’acqua che mancava.
Per secoli queste strutture sono state usate per raccogliere e conservare l’acqua piovana: ogni famiglia aveva la sua cisterna, scavata nella roccia calcarea sotto al cortile, ai piani interrati, alle terrazze.
Molte sopravvivono ancora oggi sotto abitazioni private: alcune sono accessibili, altre murate, altre ancora usate come cantina senza che nessuno ricordi più cosa fossero.
Documentarle insieme significa preservare un pezzo importante della memoria urbana di Ragusa, prima che restauri, ristrutturazioni e dimenticanza le facciano sparire in silenzio.


Ci dici dove credi ci sia una cisterna o un vano sotterraneo. Anche se non sei sicuro, anche se hai solo un sospetto.
Un team di architetti, archeologi e speleologi visita il sito, esegue rilievi, scansioni 3D e raccoglie dati storici.
I dati confluiscono in una mappa pubblica e in un archivio digitale aperto, restituendo a Ragusa la propria geografia idrica.
Anche una semplice segnalazione o una memoria familiare possono essere utili. Basta qualche minuto. La tua casa resta tua, il rispetto della tua privacy è la nostra priorità.
I marker mostrano la posizione delle segnalazioni in forma approssimata: i punti esatti restano accessibili solo al team di ricerca. Ogni cerchio è una storia che la città sta tornando a raccontare.
Le segnalazioni più preziose arrivano spesso accompagnate da una storia: una nonna che attingeva al pozzo, un cunicolo murato, un secchio calato nel buio. Le memorie sono parte dell’archivio.
Aggiungi la tua memoria →Mio nonno usava ancora questa cisterna negli anni ’50, per innaffiare il giardino. Era profonda quasi quattro metri.
Sotto casa di mia madre c’era un cunicolo murato. Da bambino avevo paura a entrarci.
Ristrutturando la cucina abbiamo trovato la cisterna. Era ancora intatta, con la calce sulle pareti.
Mia nonna ci raccontava di calare il secchio nel pozzo del cortile. Adesso è coperto, ma c’è ancora.

Cisterne diffuse, raccolta capillare, riuso: i sistemi storici anticipano i principi delle sponge cities contemporanee. Conoscerli significa progettare un adattamento climatico radicato nel territorio.
Strategie distribuite contro siccità e bombe d’acqua.
Una rete capillare che non dipende da un singolo acquedotto.
Migliaia di micro-bacini integrati nell’edificato storico.
Il modello idrico antico come modello del futuro.

Puoi scegliere di lasciare solo il quartiere o un pin approssimativo sulla mappa. L’indirizzo preciso non è obbligatorio.
Sulla mappa pubblica nessuna posizione è georeferenziata in modo esatto. I dati sensibili restano visibili solo al team di ricerca.
Eventuali rilievi avvengono solo dopo un contatto diretto, su appuntamento e con il pieno consenso di chi abita la casa.
Ragusa Nascosta non rivendica diritti sulle strutture segnalate. La tua proprietà resta tua, sempre.
Ragusa Nascosta riunisce competenze diverse intorno a un oggetto comune. Non un’istituzione, ma una piattaforma aperta dove studi, rilievi e narrazioni possono incontrarsi e diventare patrimonio collettivo.
Bastano cinque minuti. Ogni segnalazione resta protetta ed è un tassello in più nella mappa di Ragusa.
Segnala una cisterna →